Cuciniamo quello che c'è. Il menù cambia con il mercato: gli asparagi in aprile, i pioppini in autunno, la selvaggina d'inverno. Nulla arriva fuori tempo, nulla resta oltre il suo momento.
Poche cose,
fatte bene.
La pasta si tira a mano ogni mattina. I gnocchi di fioretta si rigano uno per uno. Non ci sono macchine che possano imitare il pollice di chi lavora da vent'anni.

Solo vini naturali. Piccoli produttori del Veneto — dai Colli Berici alla Valpolicella — che conosciamo per nome. La lista è corta perché ogni bottiglia deve poter essere raccontata.
Sette tavoli. Un livello di rumore basso, per parlare davvero. Nessuna musica di sottofondo che copra la conversazione. Il Gladiatore in sala, le ragazze in cucina — e tu, al centro.
“Sembra quasi di andare a mangiare a casa di un amico.”
